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La migrazione in Italia ed Europa: caratteristiche e tendenze recenti

La migrazione in Italia ed Europa: caratteristiche e tendenze recenti

di Furio C. Rosati e M. Gabriella Breglia, Università di Roma Tor Vergata (Italian Centre for International Development)

DOI 10.12910/EAI2018-058

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In questo articolo l’Italian Centre for International Development (www.icid.info) intende offrire un quadro aggiornato sui flussi migratori verso l’Europa e l’Italia e sulle loro principali caratteristiche. Nonostante la relativa abbondanza dei dati, l’intenso dibattito sul fenomeno migratorio è spesso caratterizzato da una certa scarsità di precisi riferimenti ai principali fatti stilizzati. Per questa ragione è utile riproporre una breve profilatura del fenomeno, aggiornata con gli ultimi dati disponibili

Nel 2017 il numero dei migranti nel mondo ha raggiunto 258 milioni, il livello più alto di sempre, con un aumento drammatico dei rifugiati in fuga dai conflitti in Siria e nell’Africa Sub-Sahariana. In Europa, nel 2017 il numero dei migranti è del 60%, più alto che nel 1990. Come i dati sembrano indicare, questa evoluzione non è soltanto il risultato di eventi transitori, ma riflette un trend di lungo periodo.

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Fig. 1 - Stock di migranti internazionali in Europa, per regione di destinazione, 1990-2017 (milioni)(Fonte: elaborazioni ICID su dati UN Population Division data)

Nel periodo 1990-2017, sebbene l’Europa occidentale abbia continuato a ospitare il più alto numero di migranti, l’incremento maggiore si è registrato nell’Europa meridionale, dove il numero di migranti è più che triplicato, passando da circa quattro milioni nel 1990 a quasi 16 nel 2017 (Figura 1).

L’aumento significativo della popolazione immigrata in Europa, unito al basso tasso di incremento naturale della popolazione, ha reso la migrazione un fattore determinante della dinamica demografica di molti Paesi.

La popolazione totale in Europa è cresciuta dell’1,9% tra il 1995 ed il 2017, mentre la presenza dei migranti è aumentata 47,3%, determinando un incremento della presenza di migranti sul totale della popolazione dal 7,3% al 10,5% (Figura 2). È importante tuttavia rilevare che la percentuale di popolazione immigrata in Europa rimane comunque ben al di sotto di quella di altre principali aree di destinazione quali il Nord America (dove i migranti rappresentano circa il 16% della popolazione) e l’Oceania (dove i migranti sono il 21% della popolazione).

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Fig. 2 - Crescita demografica e dei migranti, Europa, 1990-2017(Fonte: Elaborazioni ICID su dati UN Population Division data)

Negli ultimi decenni si sono registrati cambiamenti importanti anche nella composizione per Paese di origine della popolazione immigrata. Tali cambiamenti sono imputabili principalmente alle diverse cause dei flussi migratori, ovvero la fine dell’Unione Sovietica negli anni 1990 da un lato, e le esigenze del mercato del lavoro negli anni 2000 dall’altro.

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Fig. 3 - Gli immigrati in Italia, 1990 – 2017 (Fonte: elaborazioni ICID su dati UN Population Division data)

In Italia il trend migratorio ha seguito le generali tendenze europee, ma con una dinamica particolarmente accentuata soprattutto nel primo decennio del 2000. La Figura 3 presenta il numero di migranti in Italia a partire dal 1990. I flussi migratori verso l’Italia si sono intensificati all’inizio del nuovo millennio, raggiungendo un picco nel 2010 per poi stabilizzarsi negli anni immediatamente successivi. Il numero di migranti è quasi triplicato passando dai due milioni del 2000 ai quasi sei milioni del 2010, per poi restare sostanzialmente stabile.

 

Il forte incremento del numero dei migranti in Italia si è anche riflesso in un cambiamento nella composizione per regione e per Paese di origine. Negli ultimi 17 anni, rispetto alle altre regioni, l’Europa sia diventata sempre più importante come area di provenienza degli immigrati in Italia: nel 2017 gli europei rappresentavano infatti il 54 per cento della popolazione straniera in Italia, rispetto al 42% del 2000. Nello stesso periodo, gli immigrati giunti in Italia dall’Africa sono invece diminuiti in termini relativi, passando dal 31% del 2000 al 20% del 2015.

La Figura 4 mostra la nazionalità d’origine degli immigrati in Italia e indica una crescita significativa dei migranti provenienti dalla Romania, che oggi rappresentano la comunità di gran lunga più numerosa, seguiti dagli albanesi e dai marocchini. Come si vede, le altre comunità nazionali non hanno singolarmente pesi particolarmente rilevanti, ma salvo poche eccezioni, la loro dimensione è cresciuta sensibilmente dall’inizio del secolo. È interessante notare la variegata composizione dei Paesi d’origine dei migranti presenti in Italia, con solo poche comunità che, come abbiamo visto, emergono come particolarmente rilevanti. Si deve sottolineare, inoltre, che circa il 10% dei migranti provengono da Paesi ad alto reddito quali Germania, Francia e Svizzera.

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Fig. 4 Gli immigrati in Italia: Composizione per Paese d’origine (Fonte: Elaborazioni ICID su dati UN Population Division data)

Negli anni più recenti si è registrata una nuova e imponente ondata migratoria verso l’Europa, solo parzialmente riflessa nei dati mostrati finora. Questa nuova ondata è imputabile principalmente (ma non esclusivamente) agli elevati flussi di rifugiati e richiedenti asilo in fuga da Paesi devastati dalla guerra quali Siria, Afghanistan e Iraq.

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Fig. 5 - Neo-richiedenti asilo in Europa, 2008-2017(Fonte: Eurostat)
I dati Eurostat per il periodo 2008-2017 indicano un forte incremento nel numero di nuovi richiedenti asilo in Europa, passato da 278.000 nel 2012 ad oltre 1,2 milioni nel 2015 per poi contrarsi nel 2017, con circa 650.000 nuove richieste di asilo (Figura 5). La maggior parte delle richieste hanno riguardato la Germania, ma incrementi significativi sono stati registrati dopo il 2014 anche in Ungheria, Svezia ed Austria. In Italia, le richieste di asilo sono aumentate da 17.000 nel 2012 a 126.000 nel 2017. I siriani rappresentano la maggioranza dei richiedenti asilo in Germania, Ungheria, Svezia e Spagna, mentre in Italia le richieste di asilo provengono soprattutto da nigeriani e sudanesi.

 

Anche intensi, almeno in certi periodi, sono stati gli arrivi irregolari. Secondo i dati di Frontex, l’agenzia europea di controllo della frontiera esterna dell’Unione Europea, nel 2017 circa 200mila persone hanno attraversato i confini dell’Unione Europea in modo irregolare, con una drastica riduzione rispetto agli anni precedenti.

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Fig. 6 - Ingressi irregolari per rotta migratoria, 2014-2017 (Fonte: Frontex)

Come riportato nella Figura 6, anche le rotte utilizzate dai migranti sono cambiate negli ultimi anni, con il numero maggiore di entrate illegali rilevate lungo la rotta mediterranea orientale (sia via mare che via terra), principalmente a causa del protrarsi della guerra in Siria. Negli ultimi anni, molti dei migranti arrivati in Europa attraverso la Turchia e la rotta sud-orientale hanno proseguito il proprio viaggio attraverso la rotta dei Balcani per raggiungere il Nord Europa.

 

 

Per saperne di più: f.rosati@economia.uniroma2.it



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