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Una rete italo-latinoamericana per le piccole e medie imprese
 

Intervista a Josè Luis Rhi-Sausi, Segretario Socio-Economico dell’Istituto Italo-Latino Americano. Realizzata il 24 gennaio 2014 da Laura Polverari, allora collaboratrice del Giornale La Voce d’Italia a Caracas, viene riproposta per la completezza degli argomenti trattati, anche se è opportuno ricordare che dal 2014 altri avvenimenti sono accaduti nel campo della cooperazione tra Italia e America Latina

Dalla data dell’intervista il Forum Italo-Latinoamericano sulle piccole e medie imprese (PMI), promosso dall’Istituto Italo-Latino Americano (IILA), ha realizzato una seconda edizione in Messico (marzo 2016), una terza in Cile (ottobre 2017) e sta organizzando il IV Forum per il 2018. L’edizione 2018 si svolgerà a Cesena nei giorni 5, 6 e 7 novembre. Da quest’esperienza del Forum sulle PMI si possono segnalare tre risultati significativi. Da un lato, si è costruita e consolidata una “comunità” italo-latinoamericano sulle tematiche dello sviluppo locale sostenibile e sul ruolo fondamentale delle PMI; è stata creato un percorso di alta formazione, la Escuela de Verano “Pymes y Territorios”, con sede in Costa Rica, ma rivolto a giovani funzionari pubblici e privati di tutta l’America Latina. La Escuela de Verano è promossa dall’Universidad Técnica Nacional di Costa Rica, l’IILA e le Università di Padova e Venezia; infine, il Forum è diventato uno spazio per avviare progetti concerti di cooperazione tra sistemi di PMI d’Italia e dei Paesi latinoamericani, con la collaborazione di centri tecnologici e di ricerca, fra cui l’ENEA.

 

Sono davvero poche le persone che, in Italia, si impegnano tanto quanto José Luis Rhi-Sausi per la realizzazione di progetti in collaborazione con l’America Latina. Con tenacia e un’autorevolezza conquistata negli anni grazie alla sua serietà professionale e alla concretezza delle sue realizzazioni, Rhi-Sausi ha superato ostacoli di ogni genere per consolidare i rapporti tra il nostro Paese e l’America Latina, per costruire ponti di dialogo e portare nelle zone più povere la solidarietà italiana. Messicano di nascita e italiano per scelta, non ha mai smesso di lottare anche contro quel burocratichese che tende a sfinire ogni buona intenzione, a superare l’ostacolo della mancanza di fondi, e a fronteggiare le alterne vicende legate all’interesse più o meno reale dei governi di turno verso il subcontinente latinoamericano e i Paesi caraibici. Segretario Socioeconomico dell’IILA (Istituto Italo-Latino Americano), è stato uno degli organizzatori della VI Conferenza Italia-America Latina e chiediamo a lui di darci un giudizio sui risultati ottenuti e sugli scenari futuri che ha aperto

È andata molto bene, il mio giudizio è molto positivo. Credo si possa riassumere in tre elementi: primo, una partecipazione molto nutrita dei ministri e leader latinoamericani e, per quanto riguarda l’Italia, abbiamo visto riconfermata la domanda e l’interesse verso l’America Latina. Secondo elemento molto importante, più di tipo psicologico, è stato il clima molto, molto disteso e propositivo. Non si è riscontrata la minima tensione né tra i latinoamericani né tra gli italiani. Dando un’occhiata anche alle relazioni e ai discorsi dei ministri si può confermare che sono stati portavoce di buona volontà e pragmatismo. Terzo merito è che si è discusso di temi concreti, in particolare sono state seguite le indicazioni dei delegati dell’IILA, cioè delle ambasciate e quindi dei Paesi latinoamericani che avevano posto all’Italia la richiesta di collaborare nel terreno delle piccole medie imprese e del loro sviluppo locale. Tutti i Paesi latinoamericani hanno espresso il desiderio di una collaborazione con l’Italia su questo terreno, in considerazione dell’esperienza, dei successi italiani, del modello italiano e del paradigma che rappresenta. Ci interessa molto vedere non tanto come questo si possa trasferire ma come si possa collaborare. L’idea è quella di creare una rete italo-latinoamericana per le PMI e tutte le tematiche legate a questa: l’innovazione, la tecnologia, la competitività ecc.

 

Durante la Conferenza Italia-America Latina è stato firmato un memorandum d’intesa  tra il Ministero dello Sviluppo Economico e l’IILA per le PMI italiane e latinoamericane. In che cosa consiste esattamente?

L’idea di fondo è questa: diamo prosecuzione e continuità alla Conferenza cercando di tradurla in azioni concrete. La prima iniziativa da realizzare nel 2014 è una conferenza italo-latinoamericana sulle PMI. La proposta ufficiale è stata fatta dal Ministro degli Esteri del Messico e accolta con il supporto e l’appoggio da parte di tutti i ministri latinoamericani.

 

Si terrà in America Latina?

No, in Italia. L’idea è “come fate voi” e quindi bisogna farla nel terreno dell’azione. L’IILA è stata incaricata di organizzarla e quindi istituzionalmente la seguirò personalmente come responsabile della segreteria. Vorrei sottolineare a questo proposito che il rappresentante venezuelano, il ministro Giordani, è stato uno dei ministri che con più insistenza ha parlato di piccola e media impresa e di sviluppo locale e territoriale.

 

E invece c’è qualche nodo che non è stato sciolto nell’ultima Conferenza e dal quale sarebbe opportuno ripartire nel 2015?

No. Mi sembra che per quanto riguarda l’Italia più che di nodi bilaterali bisognerebbe parlare di nodi globali. In termini di governance internazionale. Si registra un problema di attenzione dell’Europa per l’America Latina e questo è emerso nel corso della VI Conferenza. L’idea di trovare nell’Italia un altro alleato a favore dell’America  Latina è importante, ma c’è un problema di fondo: i rapporti tra UE e America Latina, nonostante siano stati fatti una serie di avanzamenti come l’accordo con il Centro America e l’accordo con i due Paesi andini.  Le cose non sono ferme, però chiaramente i latinoamericani vorrebbero una maggiore attenzione. Da un punto di vista bilaterale ci sono, più che nodi, delle difficoltà: la collaborazione economica non è semplicissima. Soprattutto per alcune agende di particolare rilevanza, come quella energetica, si cerca una collaborazione maggiore e quindi bisogna risolvere le difficoltà legate al quadro regolatore, le politiche verso gli investimenti esteri. Ma va detto non da una sola parte.

 

C’è, come è noto, una grande richiesta d’Italia da parte dell’America Latina. Quali sono i possibili ambiti di collaborazione tra i due Paesi?

Per il campo energetico c’è un forte interesse in tutta l’America Latina, anche perché da quando l’Enel ha acquisito la Endesa spagnola è diventato il gestore privato di energia elettrica più importante dell’area. Ci sono interessi in Perù, in Argentina come in Messico e in Centro America. È un’agenda che attraversa tutti i Paesi. Forse se proprio dovessimo riscontrare una novità, penso che sia rappresentata dal Messico. È stato riscoperto specie dopo il viaggio del Presidente del Consiglio Letta in Messico. Non c’è dubbio che una nuova frontiera latinoamericana dell’Italia è il Messico per il gran numero di imprese, per un interesse reciproco. Penso che si possa predire un’intensificazione dei rapporti economici.

 

Parlando di immigrazione è stata citata la necessità di  iniziative e proposte che facilitano l’ingresso e il soggiorno  dei latinoamericani in Italia.  Di cosa si tratta?

Come lei sa, molte delle tematiche migratorie sono frutto di accordi bilaterali ed è chiaro che con alcuni Paesi dell’America Latina, che hanno delle comunità significative in Italia, si sta arrivando ad accordi di reciprocità per quanto riguarda il riconoscimento  delle pensione, del titolo di studio, ecc. e per alcuni Paesi è stata eliminata la necessità di un visto previo. C’è un clima distensivo. C’è da dire che oggi per i latinoamericani l’Italia non è una delle destinazioni più importanti. L’emigrazione latinoamericana si è fermata. In questo momento è più intensa l’emigrazione di ritorno che quella che parte e ciò è un indicatore molto positivo di quello che sta succedendo in America Latina. È una tendenza che si riscontra sia in Europa sia negli Stati Uniti. Grazie ai risultati economici e sociali dell’America Latina c’è una spinta minore a emigrare. Esiste comunque un problema di integrazione e di riconoscimento dei diritti. In questo terreno mi pare che la ministro Bonino abbia perfettamente ragione quando dice che in questo clima sia relativamente più facile arrivare a degli accordi.

Donna sudamericana

 

La prossima Conferenza avrà la stessa formula di quest’anno, con il pieno coinvolgimento dei Paesi latinoamericani attraverso le ambasciate?

Da questa Conferenza si è deciso per  la prima volta di chiamarla ‘Conferenza Italia-America Latina’. Precedentemente, fino alla V Conferenza, si chiamava ‘Conferenza nazionale Italia–America Latina’,  quindi oggi è una conferenza bi-regionale, non più una conferenza italiana.  A maggior ragione il ruolo dei Paesi latinoamericani sarà decisamente più importante sia nell’agenda e nei contenuti, sia in termini di partecipazione.

 

In che modo vi state preparando all’Expo 2015?

Avremo la partecipazione di numerosi Paesi latinoamericani all’Expo. C’è un interesse che viene da lontano, basta pensare che il voto latinoamericano a favore di Milano è stato praticamente unanime. Milano vince la gara contro la città turca anche per il voto latinoamericano. Quindi l’interesse era previo. A ciò si aggiunge che le tematiche sono molto rilevanti in America Latina: “ Nutrire il pianeta. Energia per la vita” (NdR - slogan dell’Expo 2015) è un programma latinoamericano, non solo italiano.

 


Per saperne di più: jl.rhisausi@iila.org



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