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Un esempio di cooperazione internazionale: la NATO
 

La NATO (Organizzazione del Trattato Nord Atlantico) è una cooperazione internazionale di enorme rilevanza strategica sia per la numerosità dei Paesi coinvolti che per i molteplici obiettivi di rilevanza politica, economica, sociale e ambientale su cui converge

La NATO od OTAN (North Atlantic Treaty Organization/Organisation du Traité de l’Atlantique Nord) è stata istituita nel 1949 a Washington con la firma del Patto Atlantico. È nata come organizzazione finalizzata alla consultazione e alla cooperazione nel settore della difesa e della sicurezza del mondo occidentale ma ha successivamente ampliato i propri obiettivi sulla base delle priorità dettate dal susseguirsi degli eventi storici e politici.

 

Istituzione e primi obiettivi della NATO

Ai 12 Paesi fondatori (Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti), con sette diversi allargamenti avvenuti fra il 1952 e il 2017, se ne sono affiancati altri 17 (Grecia, Turchia, Germania, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia, Albania, Croazia e Montenegro), arrivando agli attuali 29 Paesi membri.

Nelle Figure 1 e 2 sono riportati, rispettivamente, il logo della NATO e una fotografia della Sede NATO di Bruxelles in Belgio.

Logo della NATO
Fig. 1 Logo della NATO (Fonte: NATO Official Homepage [1])

L’esigenza condivisa di istituire un’organizzazione finalizzata alla difesa va essenzialmente ricondotta alla crescente preoccupazione degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale per una possibile espansione dell’Unione Sovietica, che si annoverava fra i Paesi vincitori della seconda guerra mondiale, e il conseguente allargamento della “minaccia comunista”. L’apoteosi di tale sentimento antisovietico fu raggiunta nel 1948, quando il regime sovietico chiuse il passaggio che consentiva il transito da Berlino ovest, una delle quattro zone in cui era stata divisa la città e che era sotto il controllo di questi ultimi, verso l’occidente. Secondo i Sovietici tale passaggio consentiva alle popolazioni sottoposte al regime socialista di transitare facilmente verso l’Ovest e trovarvi rifugio. La risposta del mondo occidentale a tale imposizione fu l’organizzazione di un ponte aereo che assicurasse ai cittadini di Berlino ovest un adeguato approvvigionamento di viveri e di altri beni indispensabili. Fu proprio in quell’occasione che la decisione di istituire un’Alleanza permanente del mondo occidentale contro la minaccia sovietica divenne operativa. La difesa collettiva dell’Alleanza era concepita in modo che un attacco dell’Unione Sovietica contro uno qualsiasi dei Paesi della NATO fosse considerato un attacco contro tutti i Paesi membri.

Pochi anni dopo l’Unione Sovietica fondò a sua volta, con  il Patto di Varsavia, una Alleanza militare contrapposta alla NATO.

Ebbe così inizio la “Guerra fredda“ che, fortunatamente, non fu mai combattuta in campo ma portò i due schieramenti a preparare e dislocare meticolosamente i rispettivi dispositivi militari, armi nucleari comprese.

Con la caduta del muro di Berlino del 1989, che simboleggiò la fine del socialismo e soprattutto del regime sovietico, la NATO perse progressivamente la caratteristica di alleanza difensiva nei confronti dell’URSS per orientarsi sempre di più verso la collaborazione militare e non solo tra i Paesi membri.

Purtroppo questo lungo periodo di dialogo e cooperazione fra NATO e Russia si è incrinato nel 2014 a causa dell’attacco militare russo all’Ucraina, paese partner della NATO e considerato particolarmente rilevante per la sicurezza euro-atlantica. Sono state da quel momento sospese tutte le attività in atto di cooperazione in ambito civile e militare, anche se sono stati mantenuti aperti i canali del dialogo politico e dello scambio di informazioni militari. Da allora le tensioni non sembrano essersi allentate, anche a causa delle ripetute dichiarazioni e azioni da parte della Russia, giudicate destabilizzanti e provocatorie dalla NATO, come le attività militari condotte lungo i confini NATO che vanno dal Mar Baltico al Mar Nero, le aggressive dichiarazioni sul nucleare, l’intervento militare in Siria e il supporto al regime siriano. D’altra parte, il recentissimo bombardamento della Siria da parte di tre Paesi membri dell’Alleanza – Stati Uniti, Inghilterra e Francia – che accusavano il regime siriano di violazione delle norme e degli accordi internazionali sull’impiego di armi chimiche, pur non avendo visto il coinvolgimento della NATO, potrebbe comunque destabilizzare ulteriormente le relazioni con la Russia [1].

 

Regole di base, attività e cooperazioni della NATO

Anche se gli obiettivi e le attività dell’Alleanza si sono di volta in volta adattati ai cambiamenti del panorama geopolitico internazionale, ci sono delle regole immodificabili che sanciscono la cooperazione fra gli stati membri. Fra queste, per citare alcune delle più salienti, il fatto che ogni decisione viene presa con consenso unanime, che tutti i Paesi membri hanno la stessa importanza e uguale peso al tavolo negoziale, che tutti condividono gli stessi valori e l’obiettivo di mantenere la libertà e la sicurezza nell’area Euro-Atlantica con mezzi politici e militari, che ogni Paese contribuisce alle capacità militari della NATO secondo un atto volontaristico e che i costi di funzionamento dell’Alleanza sono ripartiti tra i Paesi membri in funzione del loro PIL.

Il massimo organo decisionale della NATO è il Consiglio Atlantico, costituito dai rappresentanti dei diversi Paesi membri e presieduto dal Segretario Generale, che ne è anche il portavoce, e si riunisce settimanalmente a Bruxelles. Al Consiglio Atlantico si affianca il Comitato militare, composto dai Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate di ciascuno Stato membro. Quando si devono esaminare questioni di particolare rilievo, si incontrano a Bruxelles Capi di Stato e di Governo.

Attualmente la NATO rappresenta la principale organizzazione militare per l’imposizione del pieno rispetto della Carta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), delle norme e convenzioni di Diritto umanitario e di Diritto bellico e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU relative a gravi situazioni di crisi. Essa contribuisce a prevenire i conflitti sia all’interno dei Paesi membri che al di là delle loro frontiere, promuovendo la consultazione e la cooperazione, anche di Paesi non appartenenti alla NATO, su problemi specifici collegati alla sicurezza e al mantenimento della pace. Promuove i valori democratici ed è impegnata nella risoluzione pacifica delle controversie. Se gli sforzi diplomatici falliscono, ha comunque la capacità militare necessaria per effettuare operazioni di gestione delle crisi e di mantenimento della pace da sola o in cooperazione con altri Paesi ed organizzazioni internazionali. In seguito al terribile attacco terroristico avvenuto negli Stati Uniti l’11 settembre 2001, c’è stato un ulteriore cambiamento nelle strategie dell’Alleanza, che ora si configura anche come la principale organizzazione mondiale per la lotta al terrorismo internazionale.

La NATO svolge anche un ruolo importante nelle attività connesse alla pianificazione civile di emergenza aiutando, sia i Paesi membri sia i Paesi Partner con i quali esistono specifici accordi di intesa, a fronteggiare catastrofi naturali o tecnologiche, gli effetti del terrorismo e delle armi di distruzione di massa. I Partner della NATO includono alcuni Paesi delle regioni caucasiche (comprese diverse ex-repubbliche sovietiche), dei Balcani occidentali, dell’Asia centrale (Kuwait, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi), del Dialogo Mediterraneo (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Marocco, Mauritania e Tunisia). Esistono comunque cooperazioni anche con altri Paesi del mondo come Afghanistan, Australia, Colombia, Iraq, Giappone, Corea, Mongolia, Nuova Zelanda e Pakistan.

Sede della NATO di Bruxelles
Fig. 2 Sede della NATO di Bruxelles (Belgio) (Fonte: NATO Official Homepage [1])

Una importante attività NATO, non sempre nota, riguarda la promozione della ricerca scientifica su diverse tematiche che interessano direttamente o indirettamente l’Alleanza o i singoli Paesi e nel cui ambito viene incentivata, supportata e finanziata la cooperazione fra Paesi NATO e Paesi Partner [1, 2].

 

La NATO e il Programma “Science for Peace and Security”

Il Programma multidisciplinare “Science for Peace and Security” (SPS), afferente alla Divisione Emerging Security Challenges della NATO, è stato creato nel 1958 con lo scopo primario di favorire l’addestramento di scienziati e la cooperazione fra Paesi membri attraverso progetti e attività scientifiche su tematiche di interesse per l’Alleanza. Gli obiettivi si sono man mano modificati in base ai cambiamenti nel panorama della sicurezza mondiale, arrivando alle attuali finalità del Programma, che sono quelle di favorire la cooperazione fra Paesi NATO e Paesi Partner in materia di scienze e tecnologie correlate alla sicurezza, diffondere l’informazione sul ruolo e sulle attività della NATO e incoraggiare i rapporti diplomatici fra i Paesi, con l’obiettivo primario di contribuire alla sicurezza, alla pace e alla stabilità fra le nazioni. Attraverso i finanziamenti che vengono messi a disposizione all’interno di tale Programma è possibile, per gruppi di ricercatori dei Paesi NATO e soprattutto per quelli dei Paesi Partner, reperire fondi finalizzati alla organizzazione di workshop e corsi di formazione e alla progettazione ed esecuzione di progetti di ricerca pluriennali. Le proposte inviate alla NATO, e le relative richieste di finanziamento, vengono esaminate e valutate da esperti NATO, da scienziati indipendenti selezionati fra i Paesi membri della NATO e dagli stessi Paesi membri. Il Comitato di esperti NATO e di scienziati indipendenti del Programma SPS rappresenta un consesso unico per la condivisione di conoscenze ed esperienze su aspetti tecnici, scientifici e politici di interesse sociale e ambientale utili sia nel settore militare che in quello civile.

Attualmente le attività di ricerca di interesse prioritario nell’ambito del Programma SPS sono quelle finalizzate a fronteggiare le sfide emergenti quali la lotta al terrorismo, la sicurezza energetica, la difesa informatica, la lotta agli agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN) e la sicurezza ambientale. Sono quindi ben accolte tutte le proposte volte a incrementare la sicurezza delle popolazioni e dell’ambiente, fra cui la messa a punto e l’impiego di nuove tecnologie (nanotecnologie, tecnologie ottiche, micro-satellitari e lo sviluppo di piattaforme per il pilotaggio remoto di aereomobili) e metodologie per la costruzione e difesa di infrastrutture critiche, la protezione delle risorse del pianeta, il rilevamento di esplosivi e agenti tossici, il loro contenimento e smaltimento, la diagnosi degli effetti sanitari e ambientali indotti e le relative contromisure per minimizzarli. Sono incluse anche le attività di condivisione delle migliori pratiche di gestione del rischio e di risposta a eventuali attacchi terroristici, anche informatici, e i problemi legati ai cambiamenti climatici, alla scarsità delle risorse fra cui l’acqua e le fonti energetiche, la previsione e prevenzione di disastri e catastrofi naturali, la valutazione dei rischi per le popolazioni.

Un altro filone di interesse prioritario include ovviamente tutte le attività di supporto alle operazioni e missioni NATO fra cui il libero accesso alle informazioni tramite internet e lo sviluppo di tecnologie avanzate per l’ottimizzazione di sistemi di allarme precoce, fondamentali in zone particolarmente vulnerabili quali le linee di confine fra stati e i porti, per il rilevamento e la rimozione di mine e pezzi di artiglieria inesplosi e per l’approfondimento di tutti gli aspetti umani e sociali connessi alla sicurezza nell’ambito degli obiettivi strategici NATO [3].

 

L’Italia e il Programma SPS

L’Italia, come tutti gli altri Paesi dell’Alleanza può contribuire scientificamente al Programma SPS sia con la presentazione di proposte progettuali condivise con gruppi di ricercatori dei Paesi partner e anche di altri Paesi NATO, sia mediante la candidatura dei propri ricercatori al Gruppo di Valutazione Scientifico Indipendente della NATO (ISEG). Il gruppo di esperti ISEG è costituito da circa 30 ricercatori di diversi Paesi che vengono selezionati e nominati direttamente dalla NATO per un periodo di 3 o 4 anni sulla base dell’esperienza scientifica maturata e attestata dai rispettivi Curriculum Vitae. Le principali attività dei membri del gruppo consistono nella valutazione e selezione delle proposte progettuali sottoposte alla NATO per finanziamento, elaborazioni critiche di documenti sullo stato di avanzamento dei progetti pluriennali già approvati, suggerimenti o richieste di ampliamento e modifiche dei progetti, partecipazione alle riunioni periodiche presso la Sede NATO di Bruxelles. Tali workshop hanno lo scopo di confrontarsi con gli altri esperti del gruppo e con i referenti NATO per decidere l’approvazione o meno delle proposte pervenute, di incontrare i rappresentanti di alcuni gruppi di ricerca proponenti, di intrattenere relazioni diplomatiche con i vertici NATO e con i Liaison Officers nazionali. L’approvazione dei progetti, che devono includere almeno un Direttore di un Paese NATO e uno di  un Paese partner, avviene in due fasi. Una prima fase prevede l’invio di una proposta sintetica che, se approvata, implica una stesura dettagliata del progetto previo modesto finanziamento della NATO per coprire gli spostamenti e i contatti fra i ricercatori dei gruppi dei Paesi proponenti. Ogni proposta sintetica viene contemporanemente assegnata ad almeno 3 esperti ISEG, sulla base delle specifiche competenze, e i loro commenti e valutazioni vengono condivisi e discussi con gli altri membri del gruppo durante gli incontri organizzati presso la sede di Bruxelles, fino a pervenire ad una decisione finale e condivisa di approvazione, e passaggio alla fase successiva di stesura dettagliata del progetto, oppure di rifiuto. Per quanto riguarda la seconda fase, le proposte dettagliate vengono prima esaminate da tutti i membri del gruppo di esperti e poi presentate di persona dai rappresentanti dei Gruppi di ricerca proponenti durante i workshop di Bruxelles per discutere nel dettaglio alcuni aspetti tecnico-scientifici, strategici e organizzativi dei progetti in modo che il gruppo ISEG possa giungere unanimamente ad un’approvazione o rifiuto definitivo.

Spazio Aperto R. Uccelli
Tab. 1 Attività progettuali ENEA finanziate dalla NATO nell’ambito del Programma SPS dal 2009 a oggi (Fonte: elaborazione ENEA da database wPlan Gestione Contratti Attivi)

 

Nel corso degli ultimi anni l’ENEA ha svolto alcune attività di ricerca nell’ambito del Programma SPS (Tabella 1) ed ha avuto, ed ha tuttora, l’onore di annoverare alcuni suoi ricercatori nel gruppo di scienziati indipendenti selezionati dalla NATO. Infatti proprio grazie alla peculiare multidisciplinarietà dell’Agenzia e alle molteplici attività tecnico-scientifiche svolte in diversi settori, alcuni ricercatori hanno maturato delle competenze di inestimabile valore per il Programma SPS, e tali da rappresentare un utile contributo sia nell’ambito delle valutazioni e della supervisione dei progetti proposti che durante i periodici confronti e dibattiti a Bruxelles con gli esperti di altri Paesi.

 

Ringraziamenti

Si ringrazia la Dr.ssa Francesca Pacchierotti, Direttore del Laboratorio di Biosicurezza e Valutazione del Rischio dell’ENEA, per i preziosi suggerimenti e la revisione critica del manoscritto e il Dr. Stefano Rinaldi, Gestione Tecnico Funzionale del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali dell’ENEA, per le informazioni relative alle attività ENEA finanziate negli ultimi anni dal Programma SPS della NATO.

 

Per saperne di più: raffaella.uccelli@enea.it



BIBLIOGRAFIA

1. North Atlantic Treaty Organization NATO - Official Homepage http://www.nato.int/ (ultimo accesso 18/04/2018)

2. XVI Legislatura. Europa e Estero. NATO. Scheda sull’Organizzazione. http://leg16.camera.it/62?europa_estero=62 (ultimo accesso 26/09/2017)

3. North Atlantic Treaty Organization http://www.nato.int/cps/en/natolive/78209.htm (ultimo accesso 18/04/2018)

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