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di Cristina Corazza

Innovazione è la parola chiave di Horizon Europe, il nuovo programma quadro di ricerca europeo che prevede 100 miliardi di euro per la R&I, ed è anche il principale obiettivo delle misure inserite nella Legge di bilancio 2019 e nel Fondo Nazionale per gli investimenti in Technology Transfer recentemente presentato dal Ministro dello Sviluppo Economico.

Per ENEA, l’innovazione è da sempre parte del DNA e, non a caso, è uno dei tre elementi del titolo della nostra rivista rilanciata negli anni 80 dallo scienziato Umberto Colombo, Ministro dell’Università e della Ricerca e all’epoca Presidente dell’ente. L’innovazione è anche il cardine dei nostri Piani Triennali che dal 2016 in poi hanno via via previsto iniziative e progetti sempre più mirati: in particolare, a fine 2018, sono stati approvati tre strumenti che segnano un’accelerazione e una nuova strategia per innovazione: il Knowledge Exchange Program (KEP) che vede la collaborazione delle associazioni imprenditoriali, il Fondo per il Proof of Concept e l’avvio di iniziative con il mondo del Venture Capital.

Nasce da queste premesse la scelta di dedicare a questo tema il primo numero dell’anno, per far conoscere queste novità ai possibili beneficiari direttamente dai ricercatori e tecnologi ENEA che le stanno portando avanti, cercando inoltre di arricchire il dibattito con interventi di esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, delle imprese, manager ed economisti.

Dai contributi ricevuti emerge un quadro di grande interesse sulle possibili strategie di rilancio per un Paese ricco di talenti, ma agli ultimi posti nelle classifiche internazionali per investimenti in R&I. Come osserva il professor Lorenzo Fioramonti, vice-Ministro dell’Istruzione e della Ricerca e fondatore del Centre for the Study of Governance Innovation: ‘’Siamo fra i pochi Paesi avanzati che hanno interpretato le restrizioni di bilancio pubblico indotte dalla crisi economica come tagli a innovazione e ricerca. Occorre un’inversione rapida e sostanziale, arrivando anche a richiedere un trattamento speciale per queste spese alle Autorità di vigilanza della stabilità dei conti pubblici”. Per il professor Luigi Paganetto, economista e Vice Presidente di Cassa Depositi e Prestiti “occorre intervenire in tutta la catena dell’innovazione, con l’individuazione delle sfide e un approccio orientato sulla missione, scegliendo fra i megatrend quelli che più assicurino la promozione dello sviluppo” mentre il professor Fulvio Esposito Rappresentante italiano nel Comitato per lo Spazio Europeo della Ricerca e nel Comitato per le Politiche della Scienza e delle Tecnologie dell’OCSE sottolinea la necessità di “investire in buona ricerca e, soprattutto, in ricercatori per raggiungere i Paesi con cui riteniamo di poter competere”. Luigi Nicolais, già Ministro per le riforme e le innovazioni nella PA e presidente del CNR, propone di creare un ‘’ecosistema dell’innovazione’’ con iniziative sul modello di Materias Srl, da lui ideato a supporto del trasferimento tecnologico della ricerca pubblica.

Tutti gli autori individuano nella crescita degli investimenti e del Venture Capital una delle maggiori sfide: “Nel Venture Capital l’Italia sembra aver accumulato un gap impossibile da colmare rispetto ai principali competitor europei, ma il balzo a 500 milioni di euro nel 2018 ci avvicina ai mercati più sviluppati” sostiene Anna Gervasoni, Ordinario di Economia e gestione delle imprese e Direttore Generale Aifi, che vede con favore le novità della Legge di Bilancio 2019 per canalizzare più risorse verso startup e Piccole e Medie Imprese.

Un focus particolare è dedicato all’energia, un settore nel quale “ricerca e nuove tecnologie sono fondamentali per assicurare alla popolazione mondiale l’accesso all’energia a costi contenuti, in modo sostenibile rispettando gli accordi sul clima” sottolinea Giuseppe Tannoia, Executive Vice President Direzione Research & Technological Innovation ENI mentre Riccardo Basosi, Rappresentante Italiano Comitato Energia “Horizon 2020” e SET Plan EU evoca la necessità di “superare la cosiddetta ‘Valle della Morte’, quella zona grigia dove si perdono molti ottimi progetti tra il trasferimento tecnologico, il lancio di un nuovo prodotto e il suo successo prima tecnico e poi anche commerciale”.

Roberto Monducci, direttore del Dipartimento Statistiche dell’ISTAT, Valeria Garotta direttore della Fondazione Utilitatis e Paolo Anselmo Presidente di Iban, l’Associazione Italiana dei Business Angels, evidenziano alcuni aspetti di particolare rilievo in tema di innovazione, che si completano con le sollecitazioni dei Presidenti delle associazioni imprenditoriali che collaborano al Progetto KEP: Daniele Vaccarino della CNA (“per garantirsi un futuro ogni impresa deve innovarsi”), Maurizio Casasco di Confapi (“più ricerca e innovazione per fare un salto di qualità sui mercati globali“), Giorgio Merletti di Confartigianato (“coraggio e ‘gioco di squadra’ per spingere l’innovazione nelle PMI”), Vincenzo Boccia di Confindustria (“mettiamo ricerca e innovazione al centro della politica industriale”) e Carlo Sangalli di Unioncamere (“l’innovazione sia alla portata di tutti”).

Prima di augurare buona lettura, uno speciale ringraziamento agli autori ENEA, Filippo Ammirati, Marco Casagni (ideatore del programma KEP), Gaetano Coletta, Paola Leonelli e Daniela Palma della Direzione Committenza, i Direttori di Dipartimento Ilaria Bertini, Gian Piero Celata, Roberto Morabito, Aldo Pizzuto e un augurio di successo ai colleghi che stanno portando avanti i primi 13 progetti con le imprese a valere sul Fondo per il Proof of Concept. E un grazie, infine, a Mariana Mazzucato, Professor in the Economics of Innovation&Public Value, direttore dell’Institute of Innovation di Londra e autrice de Lo Stato Innovatore per l’interessante intervista che ci ha accordato.

Riviste

N. 1 2019

Insieme per l'innovazione La nuova sfida per Ricerca e Imprese
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N. 3 2018

Cooperazione internazionale
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La Sanità tra Scienza e Tecnologia
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Efficienza energetica e vantaggi per lo sviluppo
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Dopo la COP21 di Parigi
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