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Megatrend, innovazione e sviluppo economico

Megatrend, innovazione e sviluppo economico

di Luigi Paganetto, Presidente Fondazione Economia - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Vicepresidente Cassa Depositi e Prestiti

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Clima e ambiente, economia circolare, digitalizzazione, sicurezza, difesa sono presenti tra i megatrend oggetto dell’impegno sull’innovazione delle partecipate pubbliche. Cassa Depositi e Prestiti, con la sua attività di finanziamento d’impresa, ha definito le sue missioni, scegliendo tra i megatrend quelli che le assicurino meglio il rispetto del mandato di «promozione dello sviluppo», puntando, in particolare, su innovazione, sostenibilità e transizione energetica e indicando anche il range di risorse destinate

Secondo il ranking 2018 del WEF, l’Italia si colloca al 17° posto per pubblicazioni scientifiche, ma siamo al 27° per R&D e al 22° per capacità innovativa. Ciò significa che non basta aumentare le spese in R&D (che sono certo più basse rispetto ai maggiori Paesi) per avere più innovazione. Inoltre, sono poche le giovani imprese innovative nell’Unione Europea (e ancor meno in Italia) rispetto agli USA. È impressionante il ritardo del nostro Paese in materia di venture capital, dove siamo fanalino di coda (2 $ pro-capite contro 120 in UK, 250 in USA). Questi dati mostrano un livello limitato di investimento a favore dell’innovazione delle piccole imprese. In effetti, in tutta Europa, la spesa delle grandi imprese per innovazione è decisamente maggiore di quella delle PMI.

Nella classifica europea ci piazziamo dietro a Germania, Danimarca, Svezia e Belgio, anche per quel che attiene le grandi imprese. La spesa (dati OECD) nel nostro Paese è minore anche perché le grandi imprese sono ormai poche. L’importanza del loro ruolo sta non solo nella dimensione del loro impegno sull’innovazione, ma anche nella filiera che esse sostengono. Si tratta di una filiera ad elevato moltiplicatore che vede la partecipazione di un gran numero di imprese che lavorano non solo in sub-commessa, ma anche come protagoniste di successo in nicchie tecnologiche importanti. Nel sostenere l’investimento in innovazione le grandi imprese guardano non tanto ai settori, quanto, piuttosto, ai megatrend, come quelli dell’efficienza energetica e del cambiamento climatico.

Intervenire in tutta la catena dell’innovazione per costruire una moderna strategia industriale è la scelta che prevale nelle politiche europee. Si tratta di una strategia realizzata con l’individuazione delle sfide, piuttosto che sui settori. È una scelta convincente e sempre più riconosciuta. Un approccio che sia orientato alla «missione» utilizza sfide specifiche per stimolare l’innovazione quali le missioni focalizzate sulla soluzione di importanti problemi della società come il cambiamento climatico, qualità ambientale, economia circolare, salute e benessere, difesa e sicurezza, mobilità. È una linea cui è orientata non solo l’Unione Europea, ma anche l’ONU, che ha prodotto il rapporto Better Climate, Better Growth, nel quale si sostiene che la lotta al cambiamento climatico produce non solo un ambiente migliore, ma anche uno stimolo allo sviluppo attraverso l’innovazione. I Governi hanno la possibilità di determinare la direzione dei processi di innovazione, facendo investimenti strategici.

 

Economia circolare: un potente stimolo all’innovazione

Le partecipate pubbliche sono, in generale, impegnate su molte di queste sfide. Esse sono legate alle proiezioni che si fanno a livello internazionale sulle ricadute tecnologiche e di innovazione che ne derivano nel breve-medio termine. Si tratta di un dato che emerge con evidenza dalle mappe tecnologiche elaborate già a suo tempo per il SET-Plan e poi per l’economia circolare. Le politiche europee per l’innovazione nel settore dell’energia hanno da tempo preso questa direzione di marcia. Il SET-Plan (Strategic Energy Plan), nel suo esordio nel 2007, faceva la previsione che tra le innovazioni realizzabili a medio termine ci sarebbero state quelle per la co-generazione e per l’efficienza energetica nell’industria, nei trasporti e negli edifici pubblici e privati (Figura 1).

Fig.1 Mappa tecnologica del SET-Plan

In effetti, così è stato ed i Paesi che più hanno investito in questa direzione sono quelli che più hanno mostrato capacità d’innovazione. La Germania ha molto operato in questa direzione, grazie anche all’azione del KfW, Istituto per la promozione dello sviluppo. L’importanza delle tecnologie legate all’efficienza energetica, come generatrici d’innovazione entro un orizzonte temporale breve, è stata confermata e rafforzata con le successive revisioni del SET-Plan, cui nel 2017 si è aggiunta la «Mission Innovation Challenge» sulle smart grid di energia rinnovabile, biofuel, energia solare, riscaldamento e raffreddamento degli edifici, capture e storage di CO2.

Questo mostra come investire in efficienza energetica porti a risultati su innovazione e, quindi, su tecnologia e competitività, anche nel breve periodo. L’economia circolare è un altro potente vettore potenziale di innovazione, anche se, per il momento, è solamente un obiettivo, mancando della necessaria strumentazione. Riuso, riciclo e remanufacturing, «must» dell’economia circolare, sono potenti stimoli all’innovazione. È una questione che se fosse affrontata con successo farebbe aumentare il tasso di rendimento del capitale con conseguente aumento degli investimenti e della produttività.

 

Il ruolo della finanza pubblica

I problemi dell’innovazione e della competitività vedono in campo, in alcuni Paesi, lo Stato-imprenditore, sia attraverso società a partecipazione pubblica, che attraverso Istituzioni di promozione dello sviluppo come sono diventate nel tempo KfW in Germania, la Caisse des dépôts et consignations in Francia, Finnvera in Finlandia, Nordic Investment Bank, attraverso l’associazione dei Paesi nordici e baltici dell’Unione Europea e la Cassa depositi e prestiti in Italia.

È proprio a causa del breve termine prevalente nel finanziamento privato che il ruolo della finanza pubblica (“finanza paziente”) è così importante nel sostenere le parti della catena dell’innovazione soggette a lunghi tempi di conduzione e ad un’elevata incertezza.

L’obiettivo principale di KfW è la promozione dello sviluppo che viene realizzata rispettando i principi di sussidiarietà e sostenibilità. KfW affronta l’obiettivo principale della promozione, concentrando le sue attività promozionali sui megatrend importanti dal punto di vista sociale ed economico del «cambiamento climatico e ambiente», della «globalizzazione e progresso tecnico» e del «cambiamento demografico». Le attività promozionali di KfW, in queste aree megatrend, sono in linea con il principio di sostenibilità. Questo quadro fa da riferimento centrale e vincolante per l’orientamento strategico per tutti i settori di KfW e ha un orizzonte di cinque anni. Dal bilancio risulta che, su 81 miliardi, vanno a energia e ambiente 10,7 miliardi, a start up e innovazione 10,7 miliardi, al sostegno all’export 16 miliardi. Da notare che è previsto pure un fondo per il sostegno alle politiche a favore dei rifugiati. KfW è un modello di come attuare una strategia integrata che affronti per «missioni» diversi settori e tecnologie dell’economia e realizzi processi di apprendimento bottom-up.

In relazione al megatrend «cambiamento climatico e ambiente», KfW finanzia misure per combattere il cambiamento climatico, uscire dall’energia nucleare, migliorare la sicurezza energetica sostituendo i combustibili fossili, sostenere le energie rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica, salvaguardare la biodiversità e prevenire e/o ridurre l’inquinamento ambientale. KfW ha stabilito un rapporto di impegno ambientale di circa il 35% del volume totale di nuovi impegni e questo obiettivo è stato effettivamente superato nel 2016 al 44% (35,3 miliardi di euro).

Promuovere l’efficienza energetica e utilizzare l’energia rinnovabile negli edifici è la chiave per combattere il cambiamento climatico. Nel 2016 KfW ha realizzato un volume record di impegni di 19 miliardi di euro, in collaborazione con il Ministero federale dell’economia e dell’energia (BMWi), per investimenti nella ristrutturazione e costruzione di edifici residenziali e non residenziali a basso consumo energetico.

 

Il ruolo di CDP nella promozione dello sviluppo

C’è poi il megatrend «globalizzazione e progresso tecnologico» (14.5 miliardi di euro). KfW contribuisce a rendere le imprese tedesche più competitive a livello internazionale, concedendo prestiti in settori quali la ricerca e l’innovazione, progetti per garantire la fornitura di materie prime e infrastrutture e trasporto. Rispetto al megatrend «cambiamento demografico» (10 miliardi di euro), l’obiettivo è quello di affrontare le conseguenze derivanti da una popolazione in declino e dall’invecchiamento, comprese le seguenti aree focali: infrastrutture adeguate, formazione professionale e continua, politica familiare e assistenza all’infanzia. Da notare che nei megatrend indicati quest’anno sono previsti, oltre a «cambiamento climatico e ambiente» anche «digitalizzazione» ed «Africa». L’obiettivo di KfW di promuovere lo sviluppo del paese, intersecando le direttrici attuali che spingono la crescita e l’innovazione, appare molto chiaramente definito guardando questi numeri.

Anche Cassa depositi e prestiti ha dal 2016 il mandato di promuovere lo sviluppo. È classificata da Eurostat come istituzione finanziaria e operatore di mercato. È importante sottolineare che le sue attività finanziarie e, in particolare, le passività, non sono consolidate nel debito pubblico. Le sue attività si rivolgono:

1)  al finanziamento delle infrastrutture in project finance/PPP per operazioni d’interesse pubblico;

2)  a sostenere l’export, fornendo alle banche supporto finanziario, in presenza di assicurazione Sace;

3)  a provvedere alla gestione del fondo rotativo per il finanziamento di efficienza energetica e attività di innovazione, nonché per il sostegno a medio termine per investimenti delle PMI.

Dal 2014 Cassa Depositi e Prestiti ha la possibilità di assumere partecipazioni in società di rilevante interesse strategico nazionale.

Con il nuovo Piano Industriale, approvato alla fine del 2015, questo insieme di attività sono rivolte a raggiungere un obiettivo più mirato, cioè quello della promozione dello sviluppo. In esso vengono definiti una serie di obiettivi intesi a determinare un approccio per “missioni” e non più a “sportello”. L’erogazione dei suoi finanziamenti «a domanda» non è infatti di per sé sufficiente a promuovere lo sviluppo. La definizione di megatrend e/o di un framework generale in cui collocare il mandato, rende assai più perseguibile una strategia di promozione dello sviluppo.

Clima e ambiente, economia circolare, digitalizzazione, sicurezza, difesa sono presenti tra i megatrend oggetto dell’impegno sull’innovazione delle partecipate pubbliche. Cassa Depositi e Prestiti, con la sua attività di finanziamento d’impresa, ha definito le sue missioni, scegliendo tra i megatrend quelli che le assicurino meglio il rispetto del mandato di «promozione dello sviluppo», puntando, in particolare, su innovazione, sostenibilità e transizione energetica e indicando anche il range di risorse che vi sono destinate.

Il successo della politica per l’innovazione non dipende, peraltro, soltanto da queste scelte, ma anche da quanto faranno gli altri attori. La politica economica del Governo e l’iniziativa di Industria 4.0 sono importanti, ma non bastano. È essenziale quanto faranno i privati e le società partecipate del settore pubblico, anche per la loro influenza sull’intera filiera dell’innovazione. Le imprese partecipate hanno un ruolo diretto su investimenti e sviluppo. Cassa Depositi e Prestiti lo ha attraverso le sue scelte di finanziamento. La condizione di efficacia per l’azione di tutti è quella di un forte impegno in investimenti diretti ad affrontare le sfide contemporanee e dall’adozione di un quadro di intervento che assegni le risorse a specifiche «missioni» focalizzate sulle sfide da affrontare, in aree in cui i megatrend si coniughino con innovazione e produttività.

 

 

1    Kreditanstalt für Wiederaufbau, Ente pubblico nato nel 1948; l’80% del capitale è detenuto dal Governo Federale e il 20% dai Länder

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