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Gli scenari

ISTP, un polo internazionale per la scienza dei plasmi

di Maurizio Lontano, Direttore dell’Istituto per la Scienza e la Tecnologia dei Plasmi (ISTP)

DOI 10.12910/EAI2019-012

Nato dalla fusione di tre centri di ricerca con una lunga esperienza nella fisica dei plasmi e nella fusione termonucleare controllata, l’Istituto per la Scienza e Tecnologia dei Plasmi (ISTP) del CNR intende diventare un polo di riferimento e un centro di coordinamento per i gruppi nazionali operanti all’interno di Enti e Atenei che si occupano di fisica del plasma fondamentale e delle sue applicazioni. Le attività di ricerca dell’Istituto sono pienamente inserite nei programmi europei ed internazionali sulla fusione

Dal JET al progetto EAST, le linee strategiche del CREATE per la ricerca sulla fusione

di Vincenzo Coccorese, Presidente del Consorzio CREATE

DOI 10.12910/EAI2019-011

Nato nel 1992,  il CREATE  (Consorzio di Ricerca per l’Energia e le Applicazioni Tecnologiche dell’Elettromagnetismo) ha raccolto il testimone dall’omonimo gruppo di ricercatori dell’Università di Na-poli che negli anni ’70  iniziò ad occuparsi dello studio delle configurazioni di campo ma¬gnetico per confinare il pla¬sma dei futuri reattori a fusione. Oggi è un ente senza fini di lucro, partecipato da Ansaldo e  da diverse università meridionali che fornisce svariati contributi a  ITER; è socio fondatore alla Società Consortile che l’ENEA sta promuovendo per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione del DTT

Il ruolo del Consorzio RFX: 60 anni di ricerca al servizio della fusione

di Francesco Gnesotto, Presidente del Consorzio RFX di Padova

DOI 10.12910/EAI2019-010

Il Consorzio RFX è uno dei laboratori di eccellenza a livello mondiale sulla fusione, che ha come soci CNR, ENEA, INFN, Università di Padova e Acciaierie Venete SpA.  Fondato nel 1996,  ha raccolto l’eredità della scuola di ricerca padovana sulla fusione che trae le sue origini dalla fine degli anni ’50. Oggi RFX è impegnato, fra l’altro,  nel completamento della Neutral Beam Test Facility che avrà un ruolo strategico in ITER e  partecipa alla realizzazione di DTT. Le sue competenze di fisica e ingegneria si integrano per progredire nello studio del confinamento magnetico del plasma e nella tecnologia della fusione, nel quadro del programma europeo e con particolare attenzione al progetto ITER

ITER, sfida dei nostri tempi e opportunità industriale

di Sergio Orlandi, Direttore del Dipartimento Ingegneria e impianto del Progetto ITER

DOI 10.12910/EAI2019-005

Il progetto ITER in via di realizzazione a Cadarache in Francia è una sfida scientifica e tecnologica da oltre 20 miliardi di euro che coinvolge le università, i centri di ricerca e i sistemi industriali di Unione Europea, Svizzera, Cina, India, Giappone, Russia, Corea del Sud e Stati Uniti. L’obiettivo è di produrre energia pulita, sicura ed in quantità illimitata per soddisfare le necessità delle generazioni future, ma anche di aprire nuove frontiere di conoscenza e innovazione. Ad oggi, il 60% è stato completato, l’anno prossimo inizierà l’assemblaggio e la previsione è di produrre il primo plasma nel 2025

Il ruolo della fusione negli scenari di lungo periodo

di Francesco Gracceva, ENEA, Chiara Bustreo, Consorzio RFX, Associazione EURATOM-ENEA sulla Fusione, Padova, Italia, Yolanda Lechón,Centro de Investigaciones Energéticas, Medioambientales y Tecnológicas, Madrid, Spain Markus Biberacher, Research Studios Austria Forschungsgesellschaft mbH, Salzburg, AUSTRIA, Danilo Dongiovanni, ENEA

DOI 10.12910/EAI2019-016

Gli scenari di lungo periodo mostrano che la fusione, se sarà competitiva dal punto di vista dei costi potrà avere un ruolo significativo nella transizione energetica, in particolare nel caso di traiettorie di decarbonizzazione molto ambiziose. Inoltre, questa tecnologia, seppure ancora lontana, può contribuire a rendere meno complessa la gestione in sicurezza del sistema elettrico del futuro

Una cornice giuridica visionaria e una solida cooperazione internazionale per la ricerca europea sulla fusione

di Marco Franza, ENEA – Servizio Unione Europea e Organismi Internazionali, già esperto nazionale presso la Commissione Europea, Euratom International Agreements

DOI 10.12910/EAI2019-015

La comunità scientifica europea nel settore della fusione è considerata una best practice della ricerca in ambito UE: un risultato reso possibile da un insieme di fattori, quali sicuramente la qualità dei ricercatori e delle istituzioni di ricerca, ma anche del Trattato Euratom che sin dagli anni 50 ha previsto un’efficace e visionaria cornice giuridica, unita ad una ben strutturata e solida cooperazione internazionale, senza le quali non sarebbe stata possibile l’attuale leadership europea a livello mondiale

Le ricadute economiche e sociali della ricerca sulla fusione: lo studio ENEA-LIUC

di Paola Batistoni, Responsabile Sviluppo e Promozione della Fusione - ENEA, Gloria Puliga e Raffaella Manzini - Professore Ordinario di Ingegneria Economico Gestionale presso la LIUC

DOI 10.12910/EAI2019-014

Partecipare a progetti internazionali di ‘Big Science’  offre alle imprese coinvolte l’opportunità di confrontarsi con tecnologie di frontiera, conoscenze scientifiche avanzate,  standard di qualità molto elevati e non solo. Uno studio realizzato da ENEA e Università Carlo Cattaneo (LIUC) di Castellanza sul caso della fusione valuta per la prima volta l’impatto in termini di benefici economici, sociali,  per  il territorio, ma anche di strategie, vision e processi innovativi per le aziende coinvolte in ITER.

La roadmap cinese verso l’energia da fusione: obiettivo 2050

di Jiangang Li, Professore dell’Università di Scienza e Tecnologia della Cina. Vice Direttore dell’Istituto di Fisica del Plasma, Accademia Cinese delle Scienze – Hefei (Cina)

DOI 10.12910/EAI2019-013

Nell’ultimo decennio la ricerca sulla fusione in Cina ha compiuto passi in avanti molto significativi. L’adesione a ITER nel 2006 ha segnato un’accelerazione nella roadmap per la produzione di energia elettrica da fusione e realizzare il primo prototipo di centrale (PFPP) tra il 2050 e il 2060. D’altra parte, il contributo cinese all’avanzamento di ITER sta crescendo in qualità e quantità grazie all’apporto della comunità scientifica e dell’industria nazionale impegnata nella fornitura della componentistica. La collaborazione con ENEA

I protagonisti della ricerca italiana sulla fusione termonucleare controllata

di Raffaele Martone, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”

DOI 10.12910/EAI2019-009

La ricerca italiana nel settore della Fusione Termonucleare Controllata (FTC) ha una lunga storia, caratterizzata da competenze forti e grandi entusiasmi, capaci di sostenere numerose e impegnative iniziative internazionali e di promuovere nuovi progetti di ampio respiro scientifico.  I principali soggetti impegnati oggi nel settore della FTC sono, oltre ad ENEA, il CNR, i Consorzi RFX e CREATE,  l’INFN  e, con intensità diversificate, numerose e qualificate università. Nonostante le risorse limitate, la comunità scientifica italiana e l’industria più avanzata hanno saputo ideare strumenti innovativi e competitivi, riservando grande attenzione anche ai temi della sicurezza e della compatibilità ambientale

L’esperimento DTT, un laboratorio di innovazione

di Piero Martin, Professore Ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Padova e Fellow dell’American Physical Society. Membro dell’Executive Board del progetto DTT e ricercatore presso il Consorzio RFX

DOI 10.12910/EAI2019-008

Una delle principali sfide sulle quali si stanno concentrando sforzi teorici e sperimentali nell’ambito della ricerca sulla fusione in tutto il mondo è lo studio del divertore all’interno dei tokamak. Forte della sua tradizione d’eccellenza nella fisica e nell’ingegneria, l’Italia ha deciso di prendere la guida di questa epocale iniziativa internazionale, proponendo la realizzazione di quello che da Galileo in poi è lo strumento fondamentale della scienza moderna: un esperimento. E non un esperimento da poco, ma la Divertor Tokamak Test facility, vero e proprio ‘laboratorio di innovazione’ per studiare il divertore che potrà supportare ITER e fare da ‘galleria del vento’ per ideare e collaudare nuove soluzioni per DEMO

Fusion for Energy: rendere l’energia da fusione una realtà

di Johannes P. Schwemmer, Direttore di Fusion for Energy (F4E)

DOI 10.12910/EAI2019-007

Dall’avvio delle attività nel 2007 al 2018, Fusion for Energy ha stipulato contratti per oltre 4 miliardi di euro con le industrie europee per la progettazione, lo sviluppo e la produzione di tecnologie, sistemi e componenti per ITER. Investimenti altrettanto consistenti sono previsti per il periodo 2021-2027 con l’obiettivo di fare della produzione di energia da fusione una realtà. Le aziende e il mondo scientifico italiano hanno fornito e continuano a fornire un contributo di rilievo alla realizzazione di ITER con ricadute molto positive su crescita e occupazione nei settori hi-tech, grazie alla capacità di innovare sviluppata negli anni, alle caratteristiche del sistema industriale e alla qualità delle istituzioni di ricerca

EUROfusion, un paradigma unico di integrazione europea per realizzare il sogno della fusione

di Ambrogio Fasoli, Presidente di EUROfusion, Professore Ordinario di Fisica presso l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), dello Swiss Plasma Center, EPFL, Losanna

DOI 10.12910/EAI2019-006

Con 30 organizzazioni di ricerca e università di 26 Paesi europei più Svizzera, Ucraina e oltre 100 entità connesse, il Consorzio EUROfusion è uno dei principali protagonisti della ricerca sulla fusione e rappresenta un paradigma unico di integrazione europea. La sua attività si sviluppa attraverso una roadmap dinamica, costantemente aggiornata e molto ambiziosa che integra scienza, ingegneria e tecnologia per arrivare alla produzione commerciale di energia elettrica, riuscendo anche ad attirare interesse, capacità e nuovi talenti dal mondo accademico e industriale

Ricerca e innovazione Eni per l’energia del futuro

di Giuseppe Tannoia, Executive Vice President Direzione Research & Technological Innovation

L’industria del settore energetico è di fronte a una duplice sfida: assicurare alla popolazione mondiale – che al 2040 conterà circa 9 miliardi di persone – l’accesso all’energia a costi bassi e garantire che ciò avvenga in modo sostenibile, limitando l’innalzamento della temperatura entro i 2 °C a fine secolo come fissato dagli Accordi di Parigi. La ricerca e l’applicazione di nuove tecnologie rappresentano elementi imprescindibili per vincere tale sfida

Il modello “Materias” come strategia di valorizzazione della ricerca italiana

di Luigi Nicolais, Professore Emerito della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ e Presidente di Materias Srl

La ricerca italiana si colloca ai vertici dei ranking mondiali per livello di innovazione e di competitività ed è tra le più citate e produttive. Tuttavia è anche la meno brevettata, a causa degli scarsi incentivi, dell’incapacità dei ricercatori a presentare idee pronte per il mercato, ma anche dello scarso investimento in capitale di rischio. Il progetto Materias nasce per superare questi paradossi e creare un ecosistema per l’innovazione

Business angel, tra startup innovative, investimenti e capitale umano

di Paolo Anselmo, Presidente IBAN (Associazione Italiana dei Business Angels)

Per superare la “valle della morte” delle idee innovative che non riescono ad arrivare al mercato, le startup hanno bisogno di un sostegno economico e operativo che le aiuti a ideare strategie, che fornisca loro assistenza manageriale e le aiuti ad elaborare un percorso strutturato di scaleup. Per questo la figura del business angel è fondamentale nei primi momenti di vita di una neoimpresa, perché l’apporto di competenze finanziarie, manageriali e imprenditoriali di una persona esperta permette di prevenire eventuali criticità

Le sfide del venture capital in Italia e le novità della manovra 2019

di Anna Gervasoni, Professore ordinario di economia e gestione delle imprese, LIUC - Università Cattaneo - Direttore Generale AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt)

L’Italia sembra aver accumulato un gap impossibile da colmare rispetto ai principali competitor europei sul fronte del venture capital.  Nell’ultimo anno, tuttavia, gli investimenti hanno raggiunto i  500 milioni di euro con notevole balzo in avanti, avvicinandosi ai mercati più sviluppati. In questo contesto, le novità della Legge di Bilancio 2019 assumono particolare rilievo per rafforzare la raccolta dei fondi di venture capital italiani e far crescere il numero e la dimensione gli operatori, con l’obiettivo finale di canalizzare maggiori risorse verso startup e piccole e medie imprese

L’innovazione nel sistema produttivo italiano: profili d’impresa, impatto sulla crescita e sulla performance economica

di Roberto Monducci, Istituto Nazionale di Statistica (Istat), Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica (DIPS)

L’innovazione è un tema di grande importanza sul quale, negli ultimi anni, l’Istat  ha investito molto in termini di sistemi di rilevazione e integrazione dei dati e di analisi economica. Nel nostro Paese, l’innovazione  presenta strategie e modalità fortemente differenziate, con una propensione in forte ascesa fra le imprese medio-piccole e in lieve calo fra quelle più grandi

La competitività tecnologica dell’Italia a livello globale: una sfida ancora aperta

di Daniela Palma e Gaetano Coletta, ENEA, Direzione Committenza, Servizio Industria ed Associazioni Imprenditoriali

Tra i paesi europei, la posizione competitiva dell’Italia nell’alta tecnologia è marginale e condiziona negativamente le prospettive di crescita del Paese, soprattutto con riferimento alle economie industriali di maggior rilievo. Ma la sfida dell’high-tech non è ancora persa se verranno attuati interventi per rafforzare la presenza dell’industria nazionale nelle filiere dell’alta tecnologia

L’Enterprise Europe Network, la rete europea che fa crescere innovazione e competitività nelle PMI

di Filippo Ammirati, Responsabile scientifico del progetto EEN per l’ENEA

In dieci anni di vita l’Enterprise Europe Network (EEN) ha supportato oltre 240 mila piccole e medie imprese italiane nell’aprirsi a mercati sempre più globali e competitivi e le PMI che si sono rivolte alla rete europea per la competitività sono cresciute del 3% in più delle altre. Tra i punti di forza la consulenza personalizzata e la capacità di rispondere in modo puntuale alle esigenze delle imprese

L’innovazione energetica nel contesto europeo: dal SET Plan a Mission Innovation

di Riccardo Basosi, Rappresentante Italiano nel Comitato Energia “Horizon 2020” e SET Plan EU, membro del Consiglio Tecnico Scientifico dell’ENEA

Al centro del programma di ricerca europeo Horizon 2020 c’è il superamento della cosiddetta ‘’Valle della Morte’’, quella zona grigia dove si perdono molti ottimi progetti tra il trasferimento tecnologico, il lancio di un nuovo prodotto e il suo successo prima tecnico e poi anche commerciale. Questa linea strategica è confermata nel nuovo programma quadro Horizon Europe, che prevede 100 miliardi di euro per la Ricerca e l’Innovazione

L’Italia nel contesto europeo: l’European Innovation Scoreboard

di Fulvio Esposito, Professore emerito di Parassitologia - Rappresentante italiano nel Comitato per lo Spazio Europeo della Ricerca (ERAC) e nel Comitato per le Politiche della Scienza e delle Tecnologie (CSTP) dell’OCSE

Dall’ultimo report europeo sull’innovazione (European Innovation Scoreboard 2018) per l’Italia emergono dati sconfortanti. Eppure nel nostro Paese non mancano i talenti per la ricerca e per l’innovazione, ma il sistema è sotto-finanziato e non è in grado di valorizzarli e di avere sull’economia e sull’occupazione l’effetto moltiplicatore che si osserva altrove.  La via di uscita è investire in buona ricerca e, soprattutto, in ricercatori, il cui numero andrebbe, come minimo, raddoppiato, per raggiungere i Paesi con cui riteniamo di poter competere. Occorre ‘solo’ avere il coraggio di imboccare questa strada ed imboccarla subito

L’innovazione nelle Utility italiane

di Valeria Garotta, Direttore Fondazione Utilitatis

L’innovazione sta portando a profondi mutamenti negli assetti organizzativi e gestionali, in particolare delle Local Utilities, con notevoli potenziali di recupero di efficienza operativa e tecnologica. Tuttavia, se i grandi operatori stanno investendo in reti e impianti sempre più “smart” e innovando i modelli di servizio per una maggior qualità, le aziende più piccole sembrano essersi concentrate su altre priorità. La sfida sarà quella di costruire strumenti di policy efficaci per colmare questo gap, a beneficio di una qualità dei servizi erogati ai cittadini uniforme sul territorio nazionale

Riviste

N. 2 2019

Energia dalle stelle - Scenari, opportunità, protagonisti
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N. 1 2019

Insieme per l'innovazione La nuova sfida per Ricerca e Imprese
Sommario

 

 

L'editoriale

di Federico Testa
Federico Testa

Riviste 2018

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Nucleare dal passato alle opportunità
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La sanità tra Scienza e Tecnologia
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Astana Italy
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