Nicola Monti

Un’occasione unica di intervento

Intervista a Nicola Monti, Amministratore Delegato del Gruppo Edison

Il settore dell’efficienza energetica è uno dei capitoli fondamentali per rilanciare l’economia e rispettare gli obiettivi di decarbonizzazione. La riqualificazione del parco immobiliare italiano – pubblico e privato – è una leva importantissima che porta con sé decine di miliardi di euro di investimenti e favorisce lo sviluppo di una filiera industriale e artigianale interamente italiana. È un’occasione unica di intervento. Ma è necessario consolidare e rendere strutturali strumenti come le detrazioni fiscali, dare una forte spinta alle tecnologie digitali evolute e ad una programmazione di più lungo periodo.

Superbonus del 110%, Renovation Wave europea, nuove direttive, interventi e misure per rendere più efficienti e ridurre i consumi di condomini, abitazioni singole, industrie, edifici e immobili della PA. È l’efficienza energetica nelle sue molteplici applicazioni e ricadute, ambientali, economiche e sociali, una delle priorità nelle agende nazionali ed europee. A suo giudizio, in che misura questo settore può costituire un motore di crescita per la ripresa anche in termini di aumento dei consumi di beni e servizi e dell’occupazione?

Il settore dell’efficienza energetica è uno dei capitoli fondamentali per il rilancio dell’economia e per il rispetto degli obiettivi di decarbonizzazione del Paese. Il patrimonio edilizio italiano è stato realizzato in gran parte tra il 1950 e il 1970, con circa il 90% degli immobili in classi energetiche poco performanti, il 60% delle strutture sanitarie ha almeno 50 anni, 2 scuole su 3 sono state costruite prima del 1976. La riqualificazione del parco immobiliare italiano – pubblico e privato – è quindi una leva importantissima che porta con sé decine di miliardi di investimenti e favorisce lo sviluppo di una filiera industriale e artigianale che è interamente italiana. Abbiamo davanti a noi un’occasione unica di intervento, grazie alle misure messe in campo sia a livello europeo che nazionale. Per dare una dimensione, ad esempio, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, per il solo settore residenziale, prevede investimenti in efficienza per 180 miliardi tra il 2017 e il 2030. L’efficienza energetica è inoltre uno stimolo importante all’occupazione e una delle chiavi – anche grazie alla nuova normativa sulle comunità energetiche – per la valorizzazione dei territori e delle comunità locali attraverso la creazione di modelli fondati dunque sull’autoproduzione e l’economia circolare.

La Commissione Europea ha recentemente promosso la Renovation Wave: come giudica questa misura in una prospettiva di rilancio post-crisi?

L’iniziativa della Commissione Europea è una spinta importante al rinnovamento del patrimonio immobiliare e sottolinea l’urgenza di intervenire in un settore che da solo è responsabile (a livello europeo) del 36% delle emissioni climalteranti, del 40% dei consumi di energia e che ha un tasso di riqualificazione degli edifici di circa l’1% all’anno: un dato estremamente basso considerato che si tratta anche in questo caso di edifici con un’età media molto elevata.
È dunque uno strumento necessario per raggiungere il target di riduzione del 55% delle emissioni di CO2 al 2030.

A livello nazionale, ci sono grandi attese sul Superbonus del 110% come rampa di lancio e traino per l’economia italiana. Quali sono le opportunità e le eventuali criticità alla sua diffusione e utilizzo?

Le misure finora introdotte si concentrano in particolare sulla riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale. Occorre sviluppare analoghi meccanismi di incentivazione per l’efficientamento e la riqualificazione energetica e sismica anche del patrimonio immobiliare pubblico, agevolando forme di partenariato pubblico-privato. Crediamo inoltre che sia necessario consolidare e rendere strutturali strumenti come le detrazioni fiscali per dare continuità agli investimenti nel settore e pianificare gli interventi nel tempo.

Quali sono i punti di forza del nostro Paese nella filiera dell’efficienza? E quali ostacoli devono ancora essere superati?

Abbiamo una filiera interamente italiana delle costruzioni che conta su competenze e grandi eccellenze artigiane. Valorizziamole e usiamole. Quanto agli ostacoli, credo che il maggiore sia la tendenza ad anteporre soluzioni tampone e di corto respiro, che rispondono a urgenze specifiche, laddove occorrerebbe una programmazione di più lungo periodo che muove dal confronto serio e duraturo tra pubblica amministrazione e privati.

C’è poi un approccio che appare guidato dalla tecnologia più che dall’obiettivo di efficientamento, rispetto al quale auspichiamo un ribaltamento della prospettiva: prima si fissa il target di efficientamento, poi si individuano le tecnologie e le modalità di intervento, tenendo in considerazione le peculiarità e le ricchezze delle singole realtà interessate.

Inoltre, diventa sempre più importante poter ricorrere a strumenti digitali avanzati di progettazione, come il BIM (Building Information Modeling) e il BEM (Building Energy Model), che permettono di monitorare in tempo reale l’efficienza tanto del singolo edificio quanto del quartiere di una città. Si tratta di tecnologie digitali evolute che ben presto potrebbero diventare un prerequisito indispensabile nella progettazione dei nuovi edifici aprendo a un ripensamento globale del territorio.

Secondo lei ci sono legami/interconnessioni – e quali eventualmente – fra efficienza energetica e mobilità elettrica?

Il rinnovamento edilizio è certamente un driver per lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica e le iniziative di cui abbiamo discusso fin qui considerano le due questioni come interconnesse. È un dato di fatto che la maggior parte degli spostamenti delle persone, in tempi normali, avviene lungo la direttrice casa-lavoro. E che il parcheggio dell’abitazione è il luogo in cui la macchina sosta per più ore, in genere, la notte. Efficientare un edificio, dunque, può significare estendere gli interventi fino a comprendere l’installazione di un’infrastruttura di ricarica elettrica per l’automobile. L’elettrico nei prossimi anni è destinato a diffondersi, specie per il trasporto a medio e breve raggio e, grazie allo sviluppo di soluzioni come quella del vehicle to grid, potrà avere un ruolo crescente anche per l’efficienza e il bilanciamento del sistema energetico.

A fine settembre avete annunciato un accordo con BNL Gruppo BNP Paribas per l'adozione di soluzioni smart per l'efficientamento energetico degli edifici residenziali e il consumo di energia green, iniziative a favore della de-carbonizzazione e della transizione energetica del Paese. A livello operativo come funzionerà?

Quella tra Edison e BNL è una partnership particolarmente innovativa e la prima di questo tipo in Italia. Gli italiani sono sempre più attenti alle tematiche green e alle soluzioni che permettono di migliorare la loro impronta ecologica. Per abbracciare uno stile di vita green, però, i consumatori devono essere messi nelle giuste condizioni per poter scegliere la strada della sostenibilità, che deve essere democratica e accessibile a tutti. La partnership tra Edison e BNL permette di offrire una risposta articolata fatta di servizi facilmente attivabili e gestiti da un unico interlocutore, che permette alle persone di focalizzarsi solamente sulle loro esigenze e stili di vita. Un’attenzione ai servizi per la casa che non è nuova per Edison.

A livello strategico, prevedete altre partnership o accordi nel campo dell’efficienza?

Edison è sempre attiva nella ricerca di collaborazioni ed alleanze che possano accelerare la realizzazione di soluzioni smart per la sostenibilità. Nel 2017 abbiamo infatti lanciato una piattaforma di servizi domestici, che continuiamo ad arricchire, per migliorare la vita dei nostri clienti. Penso alle soluzioni per l’installazione e manutenzione degli impianti di casa (caldaie, condizionatori, pannelli solari) grazie a una rete capillare in tutta Italia di oltre 1500 artigiani qualificati; e a soluzioni “combinate” (come per esempio il fotovoltaico a tetto collegato a batterie d’accumulo e pompe di calore). In questo senso, la partnership con BNL è uno strumento importante in quanto ci permette di aumentare i canali di contatto con i clienti alla luce anche della normativa sull’ecobonus (che prevede anche cessione del credito di imposta a istituti finanziari).

Quali proposte su questo fronte per Next generation EU da parte di Edison?

Le risorse messe a disposizione dal Next Generation EU sono un’opportunità per promuovere il ruolo dell’Italia alla guida della transizione energetica e valorizzare filiere strategiche e competenze che possiamo vantare in diversi settori economici. È fondamentale agire su tre settori: l’efficienza energetica, di cui abbiamo parlato prima, la generazione low carbon e la mobilità sostenibile.

Sul fronte della generazione, oltre al solido impegno nelle rinnovabili, come Edison riteniamo auspicabile la definizione di strumenti per l’avvio di interventi di repowering tecnologico, con investimenti sul parco impianti esistente, in particolare nei settori idroelettrico e termoelettrico.
Possiamo in questo modo abilitare filiere industriali nazionali di eccellenza, come la meccanica di precisione, garantendo benefici in termini economici, occupazionali e ambientali. Per quanto riguarda la decarbonizzazione dei trasporti, invece, occorrerebbe un quadro normativo-regolatorio più stabile per promuovere l’utilizzo dei combustibili alternativi (GNL, biometano, bio-GNL) che possono ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e di gas a effetto serra nei trasporti pesanti e marittimi e per lo sviluppo della mobilità elettrica nei contesti urbani. In particolare, proprio al fine di decarbonizzare il trasporto pubblico locale, spesso vetusto e inadeguato, occorrerebbe rivedere gli attuali programmi di sostegno per incentivare il rinnovamento delle flotte dei mezzi comunali.


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