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Uso di artropodi fitofagi nel controllo delle erbe infestanti

di Massimo Cristofaro – ENEA - e Francesca Marini - BBCA onlus

DOI 10.12910/EAI2016-043

Il problema delle malerbe è di crescente interesse, anche a causa del rapido aumento di trasporti ed attività commerciali internazionali che favoriscono lo spostamento degli organismi attraverso diverse aree geografiche. Il controllo biologico delle infestanti sembra offrire una soluzione sicura, economica e sostenibile per l’ambiente

Quando si parla di controllo biologico di tipo classico ci si riferisce, in senso generale, all’utilizzo di organismi viventi “utili” (agenti di controllo biologico) che compiono il proprio ciclo vitale (o parte di esso) a discapito della specie pest, determinandone la riduzione della popolazione ad una densità tale da non costituire più un problema economico. Nella definizione di controllo biologico in senso stretto, sono esclusi quei metodi che impiegano sostanze naturali quali, ad esempio, feromoni, metaboliti secondari, tossine fungine e batteriche (a meno che non vengano usati insieme agli organismi che li producono), mentre vi rientrano sia il controllo biologico delle piante infestanti che quello microbiologico.

Le piante infestanti possono essere definite come quelle piante “nate nel posto sbagliato”; tale affermazione può essere interpretata in chiave agronomica o naturalistica. Nel primo caso, per “infestante” s’intende una specie vegetale autoctona o alloctona, che con la sua presenza crea un danno economico alle colture abbassandone la resa economica, e che dunque è necessario eradicare o perlomeno contenere. Dal punto di vista naturalistico, invece, una pianta infestante è generalmente una specie alloctona che, infeudata nel nuovo habitat, crea una condizione di squilibrio entrando in competizione con la flora nativa. Nella sua area d’origine la pianta è controllata dai propri nemici naturali ed è inserita in un equilibrio costituito da numerosi altri fattori che ne limitano l’espansione; introdotta in un nuovo areale, in presenza di relazioni ecologiche e climatiche favorevoli e in assenza dei suoi nemici naturali, si possono creare i presupposti perché la pianta possa assumere le caratteristiche demografiche ed ecologiche di una specie infestante aliena invasiva ed interferire con il naturale ecosistema. …

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