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Biotecnologie, leva strategica per produttività e resilienza dei sistemi economici

di Adolfo Urso

DOI 10.12910/EAI2025-084

Quello delle biotecnologie è un settore trasversale che interessa ambiti fondamentali per la crescita e il benessere delle nostre società: dalla salute all’agricoltura, dall’alimentazione all’industria, fino alle applicazioni ambientali e marine. La loro rilevanza è confermata anche dai numeri.

Adolfo Urso

Adolfo Urso

Ministro delle imprese e del Made in Italy (MIMIT)

Le biotecnologie rappresentano una delle frontiere più avanzate dell’innovazione e uno dei fattori decisivi per la competitività industriale, la sicurezza economica e l’autonomia strategica dell’Europa. Si tratta di un settore trasversale che interessa ambiti fondamentali per la crescita e il benessere delle nostre società: dalla salute all’agricoltura, dall’alimentazione all’industria, fino alle applicazioni ambientali e marine.

La loro rilevanza è confermata anche dai numeri. Nell’ultimo decennio il biotech europeo è cresciuto a una velocità più che doppia rispetto all’economia generale, mentre in Italia il settore conta quasi 6.000 imprese e oltre 100 mila addetti. Un ecosistema dinamico fatto di startup, PMI innovative, centri di ricerca e università che trasformano la conoscenza scientifica in sviluppo, occupazione qualificata e competitività.

Per sostenere questa crescita servono investimenti, infrastrutture avanzate, filiere affidabili e un quadro normativo favorevole all’innovazione. In questa direzione si inserisce lo European Biotech Act, con il quale la Commissione europea punta a favorire il trasferimento delle innovazioni dai laboratori alla produzione e al mercato. Per la rilevanza strategica del dossier, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy segue con particolare attenzione l’evoluzione del quadro europeo attraverso il Tavolo per la farmaceutica e il biomedicale.

Molte applicazioni delle biotecnologie sono già oggi concrete e riguardano numerosi settori strategici: dalla ricerca farmaceutica e dalle terapie avanzate all’agricoltura sostenibile, dalla bioeconomia circolare ai nuovi materiali. Tecnologie che contribuiscono ad aumentare produttività, sostenibilità e resilienza dei sistemi economici.

In questo contesto, l’intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore decisivo. La capacità di elaborare grandi quantità di dati consente di ridurre tempi e costi della ricerca, favorire la scoperta di nuovi farmaci, migliorare le produzioni agricole e rendere più efficienti i processi industriali. L’integrazione tra IA e biotecnologie costituisce quindi una leva fondamentale per rafforzare innovazione, competitività e sovranità tecnologica.

Accanto alle opportunità offerte dall’innovazione, occorre investire nelle competenze e accompagnare lo sviluppo delle nuove tecnologie con adeguati strumenti di governance e sicurezza, così da massimizzarne i benefici per cittadini e imprese.

Le biotecnologie e la biofabbricazione rappresentano una leva strategica per il futuro dell’Europa. Il loro contributo va ben oltre la salute e l’alimentazione, incidendo direttamente sulla competitività industriale, sulla resilienza delle filiere produttive e sull’autonomia strategica del continente. Per questo sarà fondamentale accompagnarne la crescita con politiche industriali mirate e una visione di lungo periodo capace di trasformare l’innovazione in sviluppo, occupazione qualificata e leadership tecnologica europea.

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