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Fabrizio Greco

Il futuro del biotech italiano tra innovazione, sostenibilità e competitività

Intervista a Fabrizio Greco, Presidente di Assobiotec-Federchimica

A cura di Stefania Marconi, Ufficio stampa e relazione con i media – ENEA

Quali tendenze emergenti nel settore biotech italiano ritiene oggi più promettenti?
Negli ultimi anni, il settore biotech sta attraversando una fase di forte evoluzione. Come evidenziato dal report Assobiotec “Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend”, realizzato con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, il cambiamento è trasversale e riguarda tanto gli ambiti della salute quanto quelli dell’industria, dell’agroalimentare e della sostenibilità ambientale. Tra i driver che stanno maggiormente delineando il futuro che comparto possiamo citare, in sanità, la medicina di precisione che sta progressivamente modificando il modo stesso di intendere prevenzione e cura, rendendo possibile un approccio sempre più personalizzato, costruito sulle caratteristiche genetiche e molecolari del singolo paziente. Sul fronte della sostenibilità industriale, le biosoluzioni che stanno assumendo un ruolo sempre più concreto nella riduzione delle emissioni e nella transizione verso modelli produttivi più efficienti e a minor impatto ambientale. Un’altra traiettoria particolarmente dinamica e in forte espansione è quella della fermentazione di precisione, che sta aprendo nuove possibilità nel settore agroalimentare per la produzione di ingredienti e proteine in modo più sostenibile e controllato rispetto ai processi tradizionali. Poi ci sono le Tecniche di Evoluzione Assistita o TEA che stanno offrendo nuove prospettive all’agricoltura, contribuendo allo sviluppo di colture più resilienti, in grado di rispondere meglio alle sfide climatiche e produttive. Infine, mi preme ricordare la bioconversione un ambito in grande crescita che consente di trasformare scarti e sottoprodotti in risorse ad alto valore aggiunto attraverso processi biologici, rafforzando concretamente la logica dell’economia circolare nei settori industriale, ambientale ed energetico.

Quale è il ruolo di Assobiotec nel favorire la collaborazione tra industria, startup e centri di ricerca?

Assobiotec è parte di Federchimica e rappresenta oggi circa 110 realtà attive in Italia tra imprese, IRCCS, parchi tecnologici e centri di ricerca. Il nostro sistema associativo conta complessivamente circa 6.000 addetti e un fatturato aggregato di quasi 18 miliardi di euro. Da 40 anni siamo una piattaforma di connessione tra i diversi attori dell’ecosistema, a livello nazionale e internazionale, favorendo il dialogo tra tutti i diversi attori del sistema con l’obiettivo di creare un contesto favorevole allo sviluppo del biotech e dell’innovazione. Attraverso gruppi di lavoro, iniziative di confronto e attività di rappresentanza, ogni giorno promuoviamo la collaborazione e lo scambio di competenze.

Quali possono essere le principali opportunità e sfide per l’innovazione sostenibile e la competitività internazionale del comparto?

Il biotech si trova oggi al centro di una domanda crescente di soluzioni innovative, in particolare nei settori della salute, della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. Uno scenario che apre certamente opportunità importanti, sostenute anche dalle politiche e dalle risorse europee per ricerca e innovazione. Accanto a questo potenziale, però, emergono anche sempre più urgenti alcune sfide strutturali che restano decisive: il rafforzamento delle competenze, la disponibilità di capitali adeguati e la capacità di accompagnare le innovazioni lungo tutto il percorso che le porta dal laboratorio al mercato. E poi c’è il tema della competitività internazionale, che richiede ecosistemi nazionali capaci di attrarre investimenti, talenti e competenze. In questo senso, il Biotech Act europeo rappresenta una finestra importante anche per l’Italia, perché può contribuire a rafforzare il settore attraverso un quadro più favorevole all’innovazione, alla semplificazione e allo scale-up delle imprese.

Quali sono gli aspetti etici e regolatori che considera prioritari per uno sviluppo responsabile del settore?
Il tema etico è ormai parte integrante dello sviluppo delle biotecnologie. Un’indagine realizzata un paio di anni fa da Assobiotec con YouTrend mostrava, infatti, come circa due italiani su tre ritengano che l’etica debba porre dei limiti allo sviluppo del biotech, mentre il 61% esprimeva preoccupazione rispetto a possibili utilizzi non etici delle tecnologie. È un segnale chiaro di quanto questo tema sia sentito e centrale nel dibattito pubblico. Con questa premesse e in un contesto di sviluppo del settore in cui diventano sempre più rilevanti i temi legati alla gestione dei dati e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, diventa essenziale disporre di un quadro regolatorio chiaro, aggiornato e armonizzato a livello europeo, capace di accompagnare l’evoluzione tecnologica senza ostacolarla, e rafforzare al contempo il dialogo con la società, promuovendo una cultura scientifica diffusa e una fiducia consapevole nei processi di innovazione.

Quali azioni ritiene strategiche per rafforzare il posizionamento dell’Italia nel panorama biotech europeo e internazionale?

Per rafforzare il posizionamento dell’Italia nel biotech non sono sufficienti azioni isolate. Serve intervenire in modo coordinato lungo l’intera filiera, dalla formazione fino al ritorno del prodotto alla società. È questa la logica del “Biotech Journey”, il modello promosso da Assobiotec che vuole descrivere il percorso dell’innovazione dalla ricerca al mercato. E’ una visione unitaria dell’intero ecosistema biotech che richiede investimenti continuativi in formazione e ricerca, il rafforzamento del trasferimento tecnologico e il sostegno alle fasi di sviluppo intermedie, facilitando l’accesso a capitali e infrastrutture. Centrale è anche la capacità di accompagnare la crescita delle imprese, favorendo lo scale-up e l’attrazione di investimenti. Infine, è fondamentale garantire un contesto regolatorio stabile e favorevole. Solo rafforzando in modo integrato tutti gli anelli di questo “viaggio” è possibile consolidare la competitività del biotech italiano a livello europeo e internazionale.

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